The Sound of Diversity presenta Quando quando quando? Take action now #KeepRacismOut

The Sound of Diversity invita ad agire adesso e prendere parte a #KeepRacismOut

Voci e strumenti diversi che, sulle note di un classico della canzone italiana, conversano a distanza e chiedono a tutti di impegnarsi nel contrasto alle discriminazioni.

Dal 21 al 27 Marzo l’UNAR promuove la XXVII Settimana d’Azione contro il razzismo, un appuntamento di sensibilizzazione e animazione territoriale in tutta Italia per contrastare le discriminazioni razziali. “Keep Racism Out” è il messaggio che molte realtà stanno condividendo con le loro iniziative.

Un messaggio necessario nel nostro Paese, dove, secondo i dati raccolti nel Libro bianco del razzismo dell’associazione Lunaria, sono 7.426 i casi di razzismo (violenze fisiche e verbali, danneggiamenti a proprietà, discriminazioni) documentati dal 2008 al 2020. Un Paese che deve ancora affrontare il suo razzismo sistemico e strutturale, inteso come insieme di pratiche, ideologie e atteggiamenti che concorrono a mantenere il privilegio e potere bianco.

"Gran parte delle ingiustizie, discriminazioni e violenze razziste resta confinata nell’invisibilità del silenzio di coloro che le subiscono e nell’omertà dei molti che ne sono testimoni passivi e, dunque, anche complici. ”
Grazia Naletto
ass. Lunaria

L’iniziativa The Sound of Diversity della Cooperativa Il Sestante Onlus

Quando sarà avviato un reale processo per decostruire il razzismo a livello politico e sociale? Quando apriremo spazi in cui onorare le diversità? Quando ognuno di noi chiederà ad alta voce una società più inclusiva ed equa? Da queste domande parte da Padova il progetto The Sound of Diversity, realizzato dalla Cooperativa il Sestante con il sostegno di UNAR.

Molte e molti musicisti, cittadini, volontari e attivisti hanno risposto alla proposta di far dialogare le loro voci e i loro strumenti nella musica, e di reinterpretare una delle canzoni italiane più conosciute all’estero: Quando quando quando di Tony Renis.

Perché la scelta di un brano degli anni ‘60 di un Elvis Presley italiano? Perchè anche una canzone simbolo dell’italianità può diventare uno spazio musicale in cui incontrarsi e condividere l’urgenza di un cambiamento. Invitando con il sorriso a parteciparvi.

Quando, quando, quando? Take action now and #KeepRacismOut!

Musicisti e interpreti nei luoghi di Pace di Padova

Tra i musicisti che hanno contribuito alla realizzazione della cover ci sono alcuni volti noti della scena artistica padovana; come Falou Galas Ndindi Seck che da molti anni collabora in diverse iniziative per conoscere e approfondire le tradizioni culturali del West Africa, ed Elisa Erin Bonomo, premio della critica in Voci per la libertà di Amnesty International.

Nel video è possibile distinguere alcuni luoghi simbolici: Padova è una tra le poche città italiane a essere attraversata da un percorso di pace e di nonviolenza, che permette di visitarla scoprendo personaggi chiave del dialogo e dei diritti umani. Come la passerella intitolata a Rosa Parks, o il Giardino dei Giusti del Mondo, dove è ricordata la padovana Maria Lazzari, deportata nel 1945 per avere dato asilo a perseguitati razziali. Conosciamo meglio le loro storie con gli approfondimenti illustrati che il progetto condivide durante la settimana su facebook e instagram.

Le scene cittadine mostrano anche alcuni degli spazi dove Il Sestante Onlus lavora per l’inclusione e lo sviluppo di comunità. Nel quartiere multiculturale Arcella, dove promuove un lavoro di rete che parte dall’Officina di comunità e si intreccia alle storie degli abitanti. In Piazza Gasparotto, dove sostiene le associazioni presenti nei complessi processi di rigenerazione urbana dell’area.

4 suggerimenti (+1) per combattere il razzismo

In un approccio sistemico, ognuno di noi può fare la sua parte. Cominciamo con quattro suggerimenti per rompere il silenzio e costruire un sistema più giusto.

Tutti possiamo imparare di più sul razzismo. Chi ha il privilegio di non conoscere la discriminazione non comprende a fondo l’esperienza di chi vive il razzismo sulla propria pelle. Un primo passo è quello di accorgersi di quanto il fenomeno sia trasversale e pervasivo, e quali ferite provochi. Dobbiamo riconoscere quali stereotipi e pregiudizi, anche involontari, attiviamo nelle nostre relazioni, perchè esserne consapevoli ci aiuterà ad evitare comportamenti discriminatori.

Dobbiamo esplorare meglio i rapporti tra gruppi dominanti e gruppi oppressi: quali atteggiamenti, comportamenti, strutture sociali e ideologie stanno alla base del potere del gruppo dominante? I gruppi oppressi come possono ribellarsi al razzismo internalizzato? Diventare ben informati è un passo d’azione importante, un processo di lifelong learning, fondamentale anche per affrontare il dialogo con chi non riconosce la portata del problema e ne ignora le conseguenze.

Lettura consigliata: “Il bianco e il nero” di Malorie Blackman. L’edizione italiana è stata pubblicata a giugno del 2011 da Rizzoli Editore.

Costruiamo nel tempo relazioni con persone diverse da noi. Valorizziamo le attività e gli spazi che ci permettono di connetterci con esperienze differenti da quelle che già conosciamo. E impariamo ad ascoltare con attenzione: il razzismo porta con sé narrazioni dolorose ed emozioni complesse da condividere. 

L’ascolto apre la strada alla fiducia e al sostegno reciproco, e mette al centro le storie di chi subisce le discriminazioni. La premessa fondamentale per la costruzione di un’alleanza reale. Nei nostri territori esistono gruppi e realtà che si impegnano nel contrasto al razzismo. Scopriamo il contenuto delle loro iniziative e supportiamo soprattutto quelle che mettono al centro la leadership dei discriminati

Lettura consigliata: “Gorilla, amore mio” di Toni Cade Bambara. L’edizione italiana è stata pubblicata nel 2017 da SUR.

Tutti noi abbiamo un vissuto collegato al tema della “razza”. Confrontarci su quali effetti ha avuto crescere in una società razzializzata può aiutarci a individuare le emozioni e i sentimenti che muovono le nostre azioni e quelle degli altri. Proviamo a chiederci e a chiedere: “Quando mi sono accorta/o per la prima volta delle differenze razziali? Di ingiustizie legate a queste differenze? Cosa significa per me white privilege?”

Riconoscersi in una situazione di privilegio può innescare smarrimento e senso di colpa. Sono emozioni da riconoscere ma con cui pacificarsi: un’opportunità fondamentale di combattere i sentimenti di ansia innescati dalle discussioni su razza, privilegio e potere, per continuare a partecipare con la nostra voce alla costruzione di un sistema equo.

Lettura consigliata: “Fragilità bianca. Perché è così difficile per i bianchi parlare di razzismo” di Robin DiAngelo (2020), Chiarelettere

Riconoscere il razzismo strutturale della nostra società non significa  normalizzare la presenza di atti e pratiche discriminatorie. Non dobbiamo abituarci o considerarli eventi sporadici su cui chiudere un occhio. Esistono risorse, come il Contact Center UNAR, a cui segnalare episodi in cui sei stato vittima o hai assistito a una discriminazione.

“Si ha una discriminazione diretta quando si agisce per mettere una persona, o un gruppo di persone in una situazione o in una posizione di svantaggio, per l’appartenenza a una determinata categoria (es.:Il proprietario di un appartamento che fa espresso divieto di affittare a stranieri). Si ha una discriminazione indiretta quando una norma, un regolamento, una prassi, un criterio o un parametro apparentemente neutri mettono – di fatto – in una situazione di svantaggio una persona o una categoria di persone (es: prevedere che tutte le commesse di un negozio di abbigliamento tengano i capelli scoperti, colpendo tutte le donne che indossano hijab).”
UNAR

Le segnalazioni servono anche a raccogliere dati e immagini descrittive della situazione che viviamo in Italia. Senza informazioni adeguate sull’ampiezza del fenomeno, è più difficile costruire strategie e interventi per delegittimare l’ideologia razzista nelle situazioni in cui si manifesta.

Lettura consigliata: Razzismo in Italia: perché i dati affidabili sono pochi?

Consiglio Bonus: partecipa a The Sound of Diversity!

Questo articolo è interessante? Consiglialo ai tuoi contatti e aiutaci a diffondere #KeepRacismOut. 

E se ti piace la musica ascolta questa playlist collaborativa e aggiungi le tue canzoni preferite legate ai valori dell’antirazzismo. Vogliamo realizzare una raccolta musicale per ispirare le nostre azioni tutto l’anno!

La Cooperativa Il Sestante Onlus aderisce alla XVII Settimana d’azione contro il razzismo – Keep Racism Out, attraverso il progetto The Sound of Diversity, realizzato con il contributo dell’UNAR. #keepracismout #maipiùrazzismo #unar

Torna su